Il Biliguismo

31-01-2015 20:11

2. PERCHÉ PER UN BAMBINO E’ BENE CRESCERE BILINGUE?

In una società multiculturale come quella in cui viviamo, è sempre più frequente che esistano famiglie in cui i genitori parlano due lingue diverse (es. padre italiano, madre rumena) oppure famiglie in cui entrambi i genitori parlano la stessa lingua, ma vivono all’interno di una comunità nella quale la lingua parlata dalla maggioranza delle persone è un’altra (es. famiglia araba in Italia). In questo caso, è perfettamente naturale che i genitori da un lato sentano il desiderio di crescere i figli anche con la propria lingua, oltre all’italiano, ma dall’altro temano che questa decisione possa influire negativamente sull’apprendimento dell’italiano del bambino e sul suo sviluppo cognitivo generale.

Queste preoccupazioni sono infondate: recenti studi condotti in campo internazionale hanno dimostrato che il bilinguismo rappresenta una RISORSA importantissima per il bambino, fornendo benefici sia culturali che linguistici.

DAL PUNTO DI VISTA CULTURALE il bilinguismo rappresenta una ricchezza poiché permette al bambino di confrontarsi con due lingue e quindi con due culture diverse, imparando una maggiore tolleranza anche verso le altre culture.

DAL PUNTO DI VISTA COGNITIVO il bilinguismo ha effetti positivi sia linguistici che non linguistici. A livello linguistico, conoscere più di una lingua permette al bambino di avere maggiore consapevolezza sulla struttura e il funzionamento delle lingue, avvantaggiandolo quindi rispetto ai coetanei monolingui nell’analisi metalinguistica e nell’apprendimento di altre lingue. A livello non-linguistico, inoltre, si è notato che il bilinguismo ha effetti molto positivi anche sull’attenzione: i bilingui, infatti, sono avvantaggiati nelle situazioni che richiedono una buona attenzione selettiva, ovvero una capacità di concentrarsi sulle informazioni rilevanti e di inibire quelle non rilevanti, come capita quando si devono gestire più compiti contemporaneamente o si deve passare velocemente da un compito all’altro. Riportiamo un tipico esperimento che illustra questo punto: ci sono due gruppi di bambini, uno monolingue ed uno bilingue, entrambi sotto i sei anni e una serie di oggetti colorati: triangoli gialli, quadrati rossi, rettangoli bianchi. Un ricercatore chiede ai piccoli di suddividerli in base alla forma. Quando hanno finito, la richiesta cambia: gli stessi oggetti devono essere catalogati in base al colore. E qui salta agli occhi la differenza. Il gruppo monolingue tende a ripetere il primo esercizio, rimettendo triangoli con triangoli e quadrati con quadrati: è normale, a quell’età. Il gruppo bilingue, invece, riesce subito (o più velocemente) a eseguire il compito assegnato, cioè a cambiare la regola di classificazione. Il bilinguismo facilita i bambini in questo tipo di compito. Perché? Probabilmente perché un bambino che domina più lingue ha la mente più flessibile. È più capace di gestire conflitti tra informazioni diverse e selezionare ciò che conta.

DAL PUNTO DI VISTA ECONOMICO un bambino che cresce bilingue ha maggiori possibilità lavorative, soprattutto in un mercato del lavoro globalizzato quale quello contemporaneo.

http://www.bilinguismoconta.it/?page_id=92#q2

Pesquisar no site

Contactos

Casa do Brasil em Florença

Leituras & Brincadeiras: Dia das crianças comemorado no dia 3/10/15